Energia

Il mercato energetico della Svezia è in gran parte privatizzato. Il mercato energetico nordico è uno dei primi mercati dell’energia liberalizzati in Europa ed è presente in borsa al NASDAQ OMX Commodities Europe ed al Nord Pool Spot. Nel 2006, su una produzione totale di energia elettrica di 139 TWh, l’elettricità da fonti idroelettriche ammontava a 61 TWh (44%), mentre l’energia nucleare produceva 65 TWh (47%). Allo stesso momento, l’uso di biocarburanti, torba etc. ha fornito 13 TWh (9%) di elettricità, mentre l’energia eolica ha prodotto 1 TWh (1%). La Svezia è stata un importatore netto di elettricità con un margine di 6 TWh. La biomassa è usata principalmente per produrre calore per il riscaldamento dei distretti e per il riscaldamento centralizzato e per i processi industriali.

La crisi petrolifera del 1973 ha rafforzato l’impegno della Svezia per diminuire la dipendenza dall’importazione di combustibile fossile. Da quel momento, l’elettricità è stata generata principalmente dall’energia idroelettrica e dall’energia nucleare. Tuttavia l’utilizzo di energia nucleare è stato ridotto. Tra le altre cose, l’incidente della stazione statunitense della ‘Three Mile Island Nuclear Generating Station’ ha suggerito al parlamento di mettere al bando i piani nucleari. Nel marzo 2005, un sondaggio d’opinione ha mostrato che l’83% della popolazione sosteneva il mantenimento e l’incremento dell’energia nucleare. I politici hanno fatto annunci riguardo all’uscita della Svezia dall’utilizzo del petrolio, la diminuzione dell’energia nucleare, investimenti multimiliardari sull’energia rinnovabile e sull’efficienza energetica. Il Paese per molti anni ha perseguito una strategia di tassazione indiretta come uno strumento di politica ambientale, incluso le tasse sull’energia in generale ed in particolare sul biossido di carbonio.  Nel 2014 la Svezia era un esportatore netto di elettricità con un margine di 16 TWh; la produzione di enegia eolica è aumentata a 11.5 TWh.